Zurück zu den Artikeln

Wegführer

Die besten Mountainbike-Touren im Aostatal

Fünf Routen im Aostatal auf Schotterwegen, Saumpfaden und alten Rû-Kanälen, ideal für Mountainbike und E-Bike — vom Place-Moulin-See bis zum Großen St. Bernhard.

·Von Andrea

La Valle d'Aosta non è solo terra di escursionismo: la stessa rete di strade poderali, piste forestali, antichi rû d'irrigazione e mulattiere che serve i pascoli d'alta quota disegna una delle palestre più varie delle Alpi occidentali per la mountain bike. Salite regolari su fondo compatto, traversi panoramici a mezza costa, lunghi falsipiani lungo i canali storici: a differenza dei single-track tecnici, questi itinerari premiano la gamba e il fiato più dell'acrobazia, e con l'arrivo delle e-bike sono diventati accessibili a un pubblico molto più ampio.

Questa guida raccoglie cinque percorsi del catalogo Sentieri VdA che si sviluppano in larga parte su sterrato e fondo ciclabile, scelti perché diversi tra loro per ambiente, quota e impegno — e perché nessuno di essi compare nelle nostre altre guide. Tutti sono catalogati come itinerari escursionistici: significa che vanno percorsi in MTB con rispetto, dando sempre la precedenza a chi cammina e verificando sulla scheda dislivello, periodo consigliato e fondo.

Le strade poderali e i sentieri valdostani sono percorsi condivisi: alcuni tratti possono essere soggetti a regolamentazione locale o a divieti stagionali. Controllate sempre la cartellonistica in loco e procedete a velocità moderata in prossimità di alpeggi e mandrie.

1. Bionaz–Place Moulin, il fiordo dell'alta Valpelline

Il percorso Bionaz (Plan Praz)–Place Moulin risale l'alta Valpelline fino al grande bacino artificiale di Place Moulin, uno specchio d'acqua turchese lungo quasi tre chilometri chiuso dalle pareti del massiccio del Grand Combin. Con 11 km e +698 m di dislivello (difficoltà E), è il classico itinerario «da fiordo alpino»: fondo prevalentemente carrabile, pendenze costanti, panorama che si apre progressivamente sul ghiacciaio.

È un percorso ideale per una prima uscita di stagione o per un'escursione in e-bike con la famiglia: la diga di Place Moulin, una delle più alte d'Europa a gravità, è una meta in sé. Partite al mattino per evitare il vento di valle del pomeriggio e portate uno strato in più: anche a luglio, in fondo al bacino, l'aria glaciale fa sentire la quota.

2. Il ru de Menouve, falsopiano d'autore

Pochi itinerari raccontano l'ingegneria idraulica valdostana come la Strada per Daillon–Alpe Ponteille lungo il ru de Menouve: 8,8 km con appena +379 m di dislivello (E), una camminata — e una pedalata — quasi pianeggiante che segue il tracciato di uno storico canale d'irrigazione ai margini della valle di Menouve. I rû sono opere medievali e moderne che portano l'acqua dei ghiacciai ai pascoli e ai vigneti: pedalare lungo il loro argine significa muoversi in piano a mezza costa, con il panorama sempre aperto.

È l'itinerario perfetto per chi cerca chilometri e quota senza grandi strappi: fondo regolare, esposizione panoramica, pochissimo dislivello. Da affrontare anche in stagioni intermedie, quando le quote superiori sono ancora innevate.

3. Druges–Plan Rué, sopra la valle del Gran San Bernardo

La salita Druges–Plan Rué, 7,2 km e +710 m (E), sale dai villaggi della conca di Saint-Oyen verso gli alpeggi che dominano la valle storica del Gran San Bernardo. È un percorso di salita «pulita», su fondo da strada d'alpe, che ripaga lo sforzo con la vista sulla testata della valle e sull'antico corridoio di transito verso la Svizzera.

Per i bikers è una buona palestra di fondo: pendenza continua, niente tratti tecnici, discesa scorrevole sullo stesso tracciato. Consigliato in piena estate, quando gli alpeggi sono attivi e la luce di fine giornata illumina i pascoli.

4. Verso il Colle del Gran San Bernardo sulla strada militare

L'itinerario Strada Statale 27–Colle del Gran San Bernardo — 6,7 km e +754 m, E — segue in buona parte il tracciato di un'antica strada militare verso uno dei valichi più carichi di storia delle Alpi, attraversato da legioni romane, pellegrini della Via Francigena e dall'armata di Napoleone nel 1800. Il fondo solido e la pendenza regolare lo rendono una salita adatta alla MTB muscolare allenata e, soprattutto, all'e-bike.

Arrivare in sella al colle, a oltre 2400 metri, con l'ospizio e il piccolo lago sullo sfondo, è un'esperienza che unisce sport e memoria storica. Verificate il periodo: il valico è libero dalla neve solo nel cuore dell'estate.

5. Lacs de Dziule, lo sterrato del Vertosan

Per chi vuole quota e ambiente severo, il percorso Or de Fra–Lacs de Dziule risale il Vallone di Vertosan, in Valdigne, fino a due specchi d'acqua glaciali a 2553 metri: 6,9 km, +702 m, difficoltà E, in larga parte su strada sterrata di alpeggio. È l'itinerario più «alpino» della selezione, immerso in un paesaggio di rocce e praterie alte dove il bosco è ormai alle spalle.

La ricompensa è doppia: la pedalata su sterrato e l'arrivo a laghetti d'alta quota poco frequentati. Stagione consigliata l'autunno, quando l'aria è tersa e i colori della prateria virano al bronzo. Portate sempre acqua e una giacca antivento: a quella quota il meteo cambia in fretta.

Pedalare con rispetto

La fortuna del cicloescursionismo valdostano dipende dalla convivenza con escursionisti, pastori e fauna. Tre regole valgono ovunque: precedenza a chi cammina, velocità controllata vicino ad alpeggi e animali, nessuna traccia lasciata sul terreno. Consultate sempre la scheda di ogni itinerario per dislivello, periodo e condizioni del fondo prima di partire — e scegliete la giornata giusta, perché in quota la differenza tra una salita splendida e una rischiosa la fa il meteo.