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Guida ai sentieri

Le 5 cascate più spettacolari della Valle d'Aosta

Dalle celebri cascate di Lillaz a Cogne ai salti nascosti di Mascognaz, Isollaz e Niel: cinque cascate valdostane raggiungibili a piedi, con sentieri collegati, difficoltà e periodo migliore.

·Di Andrea

Quando i ghiacciai e le nevi d'alta quota cominciano a sciogliersi, la Valle d'Aosta si riempie del rumore dell'acqua. I torrenti che scendono ripidi dai circhi glaciali incontrano gradini rocciosi, salti verticali, gole scavate in milioni di anni: nascono così le cascate, alcune monumentali e celebri, altre nascoste in valloni laterali che pochi conoscono. Raggiungerle a piedi è uno dei modi più immediati e gratificanti di vivere la montagna valdostana, perfetto anche per chi non cerca grandi dislivelli.

Questa guida propone cinque cascate raggiungibili tramite sentieri ufficiali del catalogo Sentieri VdA, scelte per spettacolarità, varietà e accessibilità — e tutte diverse dalle mete delle nostre altre guide. Si va dal grande sistema di salti di Lillaz, vero monumento naturale, ai filetti d'acqua nascosti raggiungibili in pochi minuti di cammino. Ogni cascata ha il suo momento migliore: in genere tarda primavera e inizio estate, quando la portata di fusione è massima.

L'acqua rende viscide le rocce vicino ai salti. Mantenete sempre la distanza di sicurezza dai bordi e dalle pozze, non scavalcate le protezioni e non sottovalutate la forza della corrente nei punti di guado.

1. Le cascate di Lillaz — il monumento di Cogne

Il sentiero Sylvenoire–cascata di Lillaz conduce al sistema di cascate più celebre della regione: il torrente Urtier precipita in una serie di salti spettacolari incorniciati dal bosco, a pochi passi dal borgo di Lillaz, nel comune di Cogne. Con appena 4,1 km e +218 m di dislivello (difficoltà T), è la meta perfetta per tutti: famiglie, principianti, chi ha solo mezza giornata.

Il periodo ideale va dalla primavera all'autunno: in maggio e giugno la portata è impressionante, mentre in autunno i larici intorno ai salti accendono il giallo. Il sentiero, breve e ben tracciato, permette di avvicinarsi ai diversi gradini della cascata. È il classico punto di partenza per scoprire poi il Parco del Gran Paradiso e la valle di Cogne.

2. Cascata di Mascognaz — il salto sopra Champoluc

Da Champoluc, in Val d'Ayas, il sentiero per la Cascata Mascognaz sale in soli 1,6 km (+255 m, E) verso uno dei valloni più suggestivi del comprensorio del Monte Rosa. La frazione walser di Mascognaz, raggiungibile solo a piedi, custodisce un nucleo di baite in legno e pietra tra i meglio conservati delle Alpi: la cascata è la cornice naturale di questo angolo fuori dal tempo.

La salita è breve ma decisa. La ricompensa è doppia: il salto d'acqua e il borgo walser, dove l'architettura tradizionale e il silenzio raccontano la cultura alemanna dell'alta Valle del Lys e dei suoi versanti. Stagione consigliata l'estate, quando i sentieri sono liberi e gli alpeggi attivi.

3. Cascata di Isollaz — il salto a pochi passi dalla strada

La Cascata di Isollaz, nei pressi di Challand-Saint-Victor in Val d'Ayas, è la dimostrazione che non servono ore di cammino per uno spettacolo d'acqua: 1,3 km quasi pianeggianti (E) la rendono accessibile praticamente a tutti. Il salto, alimentato dal torrente che scende dai valloni laterali, è particolarmente scenografico nei mesi di maggior portata.

È la cascata ideale per una sosta lungo la risalita della valle, da abbinare alla visita dei castelli e dei borghi della bassa Val d'Ayas. Un itinerario «mordi e fuggi» che regala comunque l'emozione di un grande salto d'acqua, perfetto con i bambini.

4. Cascate di Niel — il villaggio dell'acqua

Nel vallone di Niel, il breve sentiero per le Cascate di Niel — appena 0,6 km e +80 m, E — accompagna al cospetto dei salti che animano uno dei borghi alpini più raccolti e autentici della zona. È una meta minima per dislivello ma massima per atmosfera: case in pietra, ponti, il rumore costante dell'acqua.

La brevità del percorso lo rende perfetto come tappa di una giornata più ampia o come passeggiata per tutti. L'estate è il periodo migliore, quando il villaggio è vivo e i prati sono in fiore. Un piccolo gioiello per chi ama gli angoli nascosti e poco frequentati.

5. La cascata di Glacier — l'acqua e il bivacco

Per gli escursionisti più allenati, il sentiero da Glacier al Bivacco Rosazza/Savoie lungo la cascata, in Valpelline, è una salita impegnativa — 5 km per +1117 m, difficoltà E — che segue il torrente e i suoi salti fino in alta quota, nel comune di Oyace. Qui la cascata non è la meta, ma la compagna di viaggio: il sentiero la costeggia mentre guadagna quota verso il bivacco, in un ambiente progressivamente più severo e glaciale.

È l'itinerario per chi vuole unire la spettacolarità dell'acqua all'esperienza dell'alta montagna selvaggia della Valpelline. Da affrontare in estate e inizio autunno, con buona preparazione, attrezzatura adeguata e attenzione al meteo: la quota e il dislivello impongono rispetto.

Quando andare, come fotografarle

Le cascate valdostane danno il meglio di sé nella stagione di fusione, tra fine maggio e luglio, quando la portata è massima. Per le fotografie, la luce diffusa di una giornata leggermente velata è preferibile al sole pieno, che brucia i bianchi dell'acqua; un tempo di posa lungo, possibile all'alba o in ombra, restituisce l'effetto «setoso» del salto. Sopra ogni considerazione tecnica resta la sicurezza: l'acqua è gelida e potente, le rocce scivolose. Consultate sempre la scheda di ogni sentiero per difficoltà e periodo prima di partire.