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Trail guide

The most nature-rich treks in Aosta Valley

Five Aosta Valley treks deep in forests, alpine pastures and high meadows across Valsavarenche, Cogne and Valdigne — home to ibex, chamois and marmots.

·By Andrea

C'è un modo di camminare in montagna che non insegue la cima o il primato, ma l'incontro: con un bosco di larici secolari, con una marmotta che fischia all'avvicinarsi, con il profilo di uno stambecco contro il cielo. La Valle d'Aosta, che custodisce nel Parco Nazionale del Gran Paradiso il più antico parco d'Italia (1922) e una straordinaria continuità di habitat dalla foresta alla tundra alpina, è il territorio ideale per questo tipo di trekking «lento», dove la natura è la meta e non lo sfondo.

Questa guida raccoglie cinque itinerari del catalogo Sentieri VdA che attraversano gli ambienti più ricchi e meglio conservati della regione — boschi, alpeggi, praterie d'altitudine — scelti perché diversi tra loro e tutti distinti dalle mete delle nostre altre guide. Sono percorsi di media impegnatività, dove la ricompensa non è solo il panorama, ma la possibilità concreta di osservare la fauna alpina nel suo habitat.

Per osservare la fauna senza disturbarla: muovetevi in silenzio, all'alba o al tramonto, tenete il cane al guinzaglio dove consentito e non uscite dai sentieri. Nelle aree protette è vietato raccogliere fiori e disturbare gli animali.

1. Crétaz–Becca d'Aver, il balcone della Valsavarenche

Il sentiero Crétaz–Becca d'Aver sale dal fondovalle della Valsavarenche fino a una vetta-belvedere con un dislivello importante: 11,4 km e +1892 m, difficoltà E. È un trekking esigente che attraversa l'intera sequenza di ambienti del versante — dal bosco di conifere agli alpeggi, fino alle praterie d'alta quota dove pascolano camosci e stambecchi del Gran Paradiso.

La Valsavarenche è una delle valli regine del parco: stretta, selvaggia, con una densità di fauna tra le più alte dell'arco alpino. La lunga salita alla Becca d'Aver ripaga con un panorama a 360 gradi sul massiccio. Da affrontare in piena estate, con partenza all'alba per massimizzare gli avvistamenti e gestire il dislivello con calma.

2. Marseiller–Col des Bornes, tra gli alpeggi di Valsavarenche

Più contenuto ma altrettanto immerso nella natura, il percorso Marseiller–Col des Bornes — 8,1 km e +995 m, E — risale gli alpeggi della Valsavarenche fino a un colle panoramico. È l'itinerario ideale per chi cerca l'ambiente del Gran Paradiso con un impegno più sostenibile: pascoli, pietraie, il silenzio rotto solo dal fischio delle marmotte.

I colli della valle sono storici passaggi tra alpeggi e valli contigue: raggiungerli significa camminare sulle tracce di pastori e cacciatori reali, perché queste montagne furono per decenni riserva di caccia dei Savoia prima di diventare parco. Stagione consigliata l'estate, quando gli alpeggi sono attivi e la fioritura è al culmine.

3. Vieyes–Bivacco Gontier, il silenzio del Grand Nomenon

Da Vieyes, in Val di Cogne, il sentiero n° 5 risale bosco e pascoli fino al Bivacco Mario Gontier, a 2302 metri sull'alpeggio di Grand Nomenon: 6,9 km per +1167 m, difficoltà E. È un trekking di grande raccoglimento, in un vallone laterale poco frequentato dove la fauna del parco — stambecchi in primo luogo — si lascia osservare con relativa facilità.

Il Nomenon è uno dei valloni più autentici del versante valdostano del Gran Paradiso: l'alpeggio, il bivacco, le pareti che chiudono la testata creano un anfiteatro di silenzio. Itinerario estivo, perfetto per chi cerca natura e quiete più che frequentazione. Portate il binocolo: gli avvistamenti, qui, sono la norma.

4. Ozein–Pointe de la Pierre, foreste e praterie sopra Cogne

La risalita Ozein–Pointe de la Pierre attraversa foreste, alpeggi e praterie aperte fino a 2642 metri: 7,5 km, +1293 m, difficoltà E. È un classico panoramico che, salendo, mostra l'intera gamma degli ambienti d'alta quota valdostani, con vista sul bacino di Pila e sulla Val di Cogne.

La sequenza bosco–alpeggio–prateria è un libro aperto di ecologia alpina: ogni fascia ha la sua flora e la sua fauna, dai galli forcelli del limite del bosco alle marmotte dei pascoli più alti. Stagione consigliata estate e inizio autunno, quando i larici virano e l'aria è più tersa. Una giornata piena, per camminatori allenati.

5. Runaz–Alpage du Glacier, la grande salita della Valdigne

Per chiudere in crescendo, il trekking Runaz–Alpage du Glacier parte a 839 metri e raggiunge l'alpeggio a 2163 metri: 8,7 km e +1635 m di dislivello, difficoltà E, tra i più impegnativi della Valdigne. La salita attraversa boschi fitti, alpeggi e praterie aperte, in un versante poco battuto dal turismo di massa che conserva un forte carattere selvaggio.

È l'itinerario per chi cerca la fatica «buona» e la solitudine: il grande dislivello filtra le presenze e regala un contatto pieno con l'ambiente. La ricompensa è un alpeggio panoramico con vista sulla Valdigne e sulle montagne di confine. Da affrontare in estate e inizio autunno, con buona preparazione e attenzione al meteo.

Camminare leggeri, osservare meglio

Il trekking naturalistico chiede un cambio di passo: meno chilometri-obiettivo, più attenzione. Le ore migliori per la fauna sono l'alba e il tramonto; il silenzio e l'immobilità valgono più di qualunque teleobiettivo. Restare sul sentiero protegge la vegetazione fragile d'alta quota e la tranquillità degli animali. Prima di partire, consultate sempre la scheda di ogni itinerario per dislivello, periodo consigliato ed eventuali norme dell'area protetta: nel Gran Paradiso, in particolare, il rispetto delle regole è ciò che ha reso possibile, in un secolo, il ritorno dello stambecco dall'orlo dell'estinzione.